20/10/2008

SENZA TITOLO

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«Il regime si realizzerà dopo la vittoria del Polo. La prima cosa che farà Berlusconi sarà di spazzare via l’attuale dirigenza Rai per omologarne le tre reti a quelle sue.» (27 febbraio 2000) «Berlusconi è il più grande piazzista del mondo. Se un giorno si mettesse a produrre vasi da notte, farebbe scappare la voglia di urinare a tutt’Italia.» (15 febbraio 2001) «Questa non è la destra, questo è il manganello. Gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello.» (17 marzo 2001) «Berlusconi non delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, la dice. Ha l’allergia alla verità, una voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne. "Chiagne e fotte", dicono a Napoli dei tipi come lui. E si prepara a farlo per cinque anni.» (25 marzo 2001) «L’Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni.» (26 marzo 2001) «Spero che l’Europa tratti Berlusconi con l’indignazione e il disprezzo che merita.» (8 maggio 2001) Indro Montanelli
Tratto dalla prefazione sul libro  di M.Travaglio "Montanelli e il Cavaliere"

Il Rosso Solitario

17/10/2008

Vedi Napoli e...non muori. T'incazzi!


Da alcuni quotidiani odierni:

"Uno scemo, poteva stare zitto"

"Saviano fatti  i fatti tuoi!!

1340189165.jpgNei meandri della mia mente ci sono, celati da tempo immemore, due amori: Napoli e Israele. Del primo ne parlo un poco adesso, dell'altro, forse, in seguito, perché sono convinto che l'amore non deve essere lasciato alla portata di tutti; qualcuno potrebbe approfittarne e togliertelo! Prima di farlo desidero precisare che ci sono state altre persone che prima e meglio di me, hanno regalato al mondo un modello filosofale insuperabile, raccontando Napoli in vari modi: teatro, cinema, letteratura e poesia. Figuriamoci quindi cosa sia possibile aggiungere a ciò che Totò, i De Filippo, L. De Crescenzo, i fratelli Giuffrè ed altri(ai quali chiedo scusa per non averli citati), hanno detto e scritto su Napoli. Anche se volessi peccare di presunzione e avessi la cultura necessaria per farlo, mi asterrei comunque perché il mio accenno di napoletanità è esclusivamente privato; sale dagli strati più profondi del mio stato interiore, e può essere vissuto e descritto solo soggettivamente, senza per questo essere proposto come apporto culturale. Tutte le volte(tante) che mi sono recato a Napoli, mi era sempre parso di esserci già stato. La mia residenza abituale era l'hotel Vesuvio, ed ogni volta chiedevo la stessa stanza allo stesso piano: il penultimo. Dal balconcino vedevo, oltre alla vastità del mare, l'isolotto di Megaride dove sorge il Castel dell'ovo.(una delle più fantasiose leggende napoletane farebbe risalire il suo nome all'uovo che Virgilio avrebbe nascosto all'interno di una gabbia, chiuso da pesanti serrature e tenuto segreto nei sotterranei del castello). Dal mio “quartier generale”, tutte le mattine uscivo, sempre e solo a piedi, per andare a rispettare i miei impegni di lavoro, ma soprattutto per vivere NAPOLI. Spesso e volentieri mi accompagnava “u munaciello” che, stanco di stare in “casa”,che poi casa vera non era, perché di albergo si trattava, mi accompagnava a passeggio. In ufficio con me non voleva mai venirci perché, diceva, era “na chiavica”, “nu cacaturo”, “ 'na fetenzia”. Chiaramente non si riferiva affatto alla struttura architettonica, ma più semplicemente all'idea che essere umani dovevano passare “a iurnata” rinchiusi tra quattro mura, mentre fuori c'era la vita;e non aveva tutti i torti! Vivere a Napoli significa interpretare la vita e con essa interagire. Se manca il cibo, lo trovi; se manca il lavoro te lo inventi;se hai una malattia chiedi un miracolo;se hai bisogno d'aiuto, basta sognare e sempre sognando puoi farti dare due “numeri all'otto”. Puoi dire che i figli “so piezze 'e core” e “u primm'ammore nun se scuorda maie!” Il bene è “tanto assaie” e “o malamente è “malamente tanto assaie”. A Napoli non devi capire, devi interpretare la vita:” 'a pallina, a pallina, chi la mangia l'anduvina”e così via. Accompagnare un corteo funebre a Napoli, non è un semplice atto formale dietro al quale piangere o fingere di essere distrutti dal dolore, no! Seguire un “ funnarale”(funerale) significa innanzitutto una carrozza in stile barocco, perché il caro estinto non potrebbe mai accettare un mezzo di locomozione diverso:”qua si muore, non si va in gita “co u MMercedès”; quando si muore, parenti, amici e conoscenti che seguono il feretro, devono avere la possibilità di onorare e magnificare le gesta terrene del fu “pate e figli”(anche se in vita non aveva famiglia); con lo “schiattamuorto” in testa al corteo si arriva nelle vicinanze del cimitero, quando il “tatanaro” di turno, con fare contrito, ringrazia i partecipanti al corteo e li invita a tornare alle proprie case. Figli di un dio minore, sempre pronti ad interpretare i segni della vita; alla perenne ricerca di modelli vivibili e compatibili con il loro modo di essere; con e senza i Borboni o altri invasori; sede di regno ma governati da altri meno nobili. Nulla e nessuno può dare lezioni di vita a Napoli e ai napoletani: perché è da li che “nasce” la vita, e sempre da li si propaga nel mondo! Come solo una madre Napoletana può fare, ha portato in grembo e partorito cultura, arte e filosofia. Noi tutti, amici, parenti e conoscenti, non siamo stati in grado di allevarli bene, i suoi figli! Scuòrno! Vriògna! Il Rosso Solitario.

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11/10/2008

SANTO SUBITO

588910930.jpgAncora una volta, lo sciamano principale del Vaticano, ha proposto la santificazione di quella perla di uomo che risponde al nome ecclesiastico di PIO XII per avere salvato, cosi dice lui, un sacco di ebrei durante l’ultimo conflitto mondiale. Il 16 ottobre del 1943, io avevo appena quattro anni e tutto mi sembrava un gioco, quando al ghetto i suoi concittadini rastrellavano un sacco di ebrei. A parte queste … “cose” di ordinaria follia, mi sono sempre chiesto come faccia uno sciamano qualsiasi, a decidere di santificare unilateralmente questa o quella persona a prescindere da ciò che ha fatto;insomma voglio dire come sia possibile fare una cosa del genere senza interpellare il capo supremo(alias Dio). Possibile che sia sufficiente la decisione dello sciamano di turno per elevare al rango di santo un papa qualsiasi? Non che a me freghi più di tanto, però se il “capo dei capi” lo facesse di persona, magari scendendo in piazza, forse potrei anche rivedere la mia posizione religiosa. Sto pensando seriamente di auto proclamarmi “sciamanista”(papa comunista) e disporre la scomunica per tutti quei politici che hanno rotto il cazzo con le loro stronzate demagogiche; poi già che ci sono, mi farò aiutare dal “cavaliere” per quanto riguarda i mezzi di comunicazione di massa, e chiederò pure un incontro con il capo del Quirinale, perché mi piace “tanto assai” quando riceve gli sciamani e li saluta con tanto di salamelecchi. Nel frattempo mi faccio una doccia, perché se provo con una scopata, potrei restarci secco, e farei felici tutti i pezzi di merda ai quali rompo le palle!

Alvaro…sso solitario. Sciamanista, ‘ncazzato nero!

09/10/2008

TAKE AWAY

1726715579.jpg"I processi al Cavaliere sono finora 17: 5 in corso (corruzione Saccà, corruzione senatori, corruzione giudiziaria Mills, fondi neri Mediaset, Telecinco in Spagna) e 12 già conclusi, più varie indagini archiviate (6 per mafia e riciclaggio, 2 per le stragi mafiose del 1992-’93, ecc.). Ricapitolando, nel dettaglio. Nei 12 processi già chiusi, le assoluzioni nel merito sono solo 3: 2 con formula dubitativa (comma 2 art.530 Cpp) per i fondi neri Medusa e le tangenti alla Finanza (“insufficienza probatoria”), 1 con formula piena per il caso Sme-Ariosto/1. Altre 2 assoluzioni – All Iberian/2 e Sme-Ariosto/2 - recano la formula “il fatto non è più previsto dalla legge come reato”: l’imputato se l’è depenalizzato (falso in bilancio). Per il resto: 2 amnistie per la falsa testimonianza sulla P2 e un falso in bilancio sui terreni di Macherio; e 5 prescrizioni, grazie alle attenuanti generiche, che si concedono ai colpevoli, non agli innocenti: All Iberian/1 (finanziamento illecito a Craxi), caso Lentini (falso in bilancio con prescrizione dimezzata dalla riforma Berlusconi), bilanci Fininvest 1988-’92 (idem come sopra), 1500 miliardi di fondi neri nel consolidato Fininvest (come sopra), Mondadori (corruzione giudiziaria del giudice Metta tramite Previti, entrambi condannati)". (Marco Travaglio)

 

Potrei aggiungere altri nomi eccellenti e fatti di rilevanza giuridica, ma non ho voglia di farlo; al contrario, ancora una volta, desidero parafrasare coloro che meglio e prima di me hanno espresso idee e concetti che, purtroppo, non tutti gli esseri umani desiderano esaminare almeno in termini filologici; tra coloro che allo sviluppo sociale hanno dato molto, desidero ricordare J.J. Russeau ed il suo "Contratto Sociale", oltre a citare un suo aforisma:"Non appena gli affari pubblici cessano di essere il principale interesse dei cittadini, e questi preferiscono occuparsi del loro portafogli piuttosto che della loro persona, lo Stato è già sull'orlo del disastro."

Ecco, questi "ritagli informativi"(sarebbe troppo chiamarli culturali) sono come alcuni cibi: precotti e pronti a "portar via".Con un piccolo sforzo potreste anche prendere un "waffankoolo", sempre take away, per offrirlo a chi volete! Alvaro...sso Solitario, 'ncazzato, ateo e comunista per scelta.

07/10/2008

IN COMPAGNIA TUTTI I MALI...VOLANO VIA

Come titolo non c'è male,peccato che la realtà sia più drammatica! Mi riferisco in modo specifico alla vicenda Alitalia e, più in generale, ad un certo modo di essere imprenditori con la vocazione di salvare il paese da fatti, rifatti e misfatti. Tra intenti, promesse e strategie commerciali tipiche dell'alta finanza, vorrei ricordare a tutti, due elementi del piano "Fenice": il primo in assoluto riguarda uno dei componenti la cordata CAI, Gianluigi Aponte, pasionario ed eroe del risorgimento Alitaliano,gli altri si stanno organizzando,estrapolando un articolo da L'Espresso di settembre:" padrone del gruppo Msc, uno degli armatori più potenti del mondo, l'Italia l'ha mollata da un pezzo, una quarantina d'anni fa. Ha preso moglie e residenza in Svizzera, preferendo Ginevra alla natia Sorrento. I figli Alexa e Diego hanno studiato all'estero. Le sue aziende italiane sono controllate da un dedalo di finanziarie off shore. La sua flotta batte bandiera panamense e le nuove gigantesche navi da crociera le fa costruire in Francia da una società a capitale coreano. Un uomo di mondo, Aponte. Che però sembra avere d'improvviso riscoperto l'amor di patria. Lo ha fatto per l'Alitalia. Lo ha fatto per impedire, come ha dichiarato al 'Sole 24Ore', che la compagnia di bandiera "vada a finire nelle mani degli stranieri". Oh cazzo!
Mentre infuria la "lotta" per salvare l'Alitalia(Enrico Toti ha chiesto di resuscitare per lanciare nuovamente la sua stampella),un altro benefattore ha pensato bene di unirsi alla "lotta per la ripresa", inviando rinforzi aerei della flotta SKYOLA ,dalla mitica Villanova D'Albenga.Ecco cari amici, questo è solo l'inizio! La fine di tutto la vedrete al massimo tra due anni, quando i "salvatori" avranno portato a termine la loro opera: Alitalia completamente in mani ..."straniere",organici ridotti e modelli di contrattazione diversificati e svuotati. Con i ringraziamenti di Confindustria & C. Il solito Ciceruacchio che vede prevede e stravede, penis amari per tutti!

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24/09/2008

A L'ITALIA

1646408164.jpgSto iniziando a scrivere le mie riflessioni sulla vicenda Alitalia ed il piano di "salvataggio" Fenice, solo perchè desidero sfogarmi e parlarmi addosso;insomma farmi la solita "sega mentale". Per quanti non lo sapessero, ho speso 35 anni all'interno di Alitalia ed il "Gruppo"(sempre Alitalia ma frutto dei magheggi finanziari). A parte i primi anni di tirocinio, i successivi li ho trascorsi sicuramente con soddisfazione. Le disquisizioni che intendo fare, non serviranno a nessuno per due semplici motivi: primo perchè pochissimi le leggeranno, ed infine perchè anche se le leggessero sarebbe necessaria, da parte loro,una rivisitazione "storica" delle vicende societarie talmente profonda, da risultare quasi inaccessibile, a meno che si abbia avuto delle esperienze dirette. Come ebbi occasione di dire, la forza dei "potenti" non risiede tanto nelle loro capacità, quanto nella difficoltà che il cittadino incontra durante l'acquisizione "storica" tout court;insomma il cittadino che desideri tenersi informato ed aggiornato, non solo deve affrontare spese che spesso non può affrontare, ma dedicare molto tempo alla disamina della documentazione relativa, e senza contare che spesso "l'informativa", è disponibile in un linguaggio non proprio accessibile e comprensibile; in questo contesto il "potente" comanda,legifera, condiziona e gestisce. Nel prosieguo della disquisizione cercherò, il più possibile, di utilizzare forme espositive molto aderenti al lessico quotidiano, non perché dubiti delle capacità cognitive degli altri, ma solo perché sicuramente comprensibili a larghe masse di persone.

La vicenda che intendo trattare, non è relativa solo al soggetto, quanto al modo in cui le trattative tra le parti sociali sono condotte e lasciate...trapelare dai gestori e proprietari dei mezzi di comunicazione di massa. La prima cosa alla quale è stata data enfasi, è il livello retributivo del personale navigante(piloti ed assistenti di volo). Il governo, la "cordata di salvataggio" ed i "pennivendoli", hanno fatto in modo da farli apparire dei privilegiati e fannulloni;nessuno si è preoccupato di riferire come si compone uno "stipendio base", e tantomeno illustrare la normativa che regola la vita di un pilota, o quella "scombussolata" di una donna(hostess).Guarda caso, tutti si sbracciano ed inveiscono contro costoro, mentre nessuno parla, per esempio, degli stipendi veramente d'oro dei nostri..."pallonari" ed altri giullari nel campo dell'intrattenimento. Nessun altro, per esempio, parla degli stipendi d'oro di molti manager pubblici, che oltretutto hanno "svuotato" le casse delle rispettive aziende, ed ancora "girano" per occupare altre cariche pubbliche. A prescindere da queste ed altre cose, sarebbe interessante far conoscere a tutti, per esempio, come sono stati gestiti, in Alitalia, accordi commerciali e "joint venture" internazionali;oppure verificare ed esaminare l'acquisto di alcuni aeromobili, come pure l'apertura di alcune rotte, o come venivano eletti alcuni "manager" e da dove provenivano.Ricordo molto bene,per esempio, come alcuni uomini politici si affancedavano per sistemare in sedi estere privilegiate, parenti ed amici.  La verità, almeno dal mio punto di vista, è che la classe imprenditoriale, attraverso la vicenda Alitalia, tenta di smembrare l'unità dei lavoratori tramite lo svuotamento della contrattazione(come hanno svuotato lo Statuto dei Lavoratori). Purtroppo dobbiamo assistere(su questo non avevo e mai ho avuto dubbi)al fatto che l'unità dei lavoratori è, ancora una volta,minata da quei sindacati molto vicini più ai padroni che ai lavoratori. Il governo e la confindustria stanno facendo carte false per discreditare la CGIL, e presentare i lavoratori "A...litaliani" come coloro che hanno devastato la compagnia di bandiera. Nessuno parla di ricatto imprenditoriale, perché di questo si tratta, servito giornalmente al paese tramite TV e carta stampata controllata e gestita dai padroni. Se i cittadini avessero la bontà di andare ad esaminare la "vita industriale" dei componenti la cordata CAI,forse, e dico forse, si renderebbero conto che la "buona compagnia" rappresenta il modello che ogni "padrone" vorrebbe per se: contrattazione libera, e decurtazione dei salari oltre alla precarietà. Il paradosso si raggiunge nel momento in cui, con un magheggio economico, la compagnia è divisa in due: "bad company" e conseguente "good company", dove la "bad"(cattiva) se l'accolla la comunità, e l'altra,la good(buona e senza debiti) se la ...cucca il padrone. Cazzo come è facile fare gli imprenditori in questo modo!Se questa tecnica fosse applicata alle famiglie, per esempio, in caso di dissidi uno dei coniugi potrebbe dire all'altro: "senti,siccome le finanze di casa vanno a rotoli, tu rimani a gestire i "buffi" e i casini, mentre io me ne vado con un altro/a"! Che figata! Vaffanculo, vaffanculo e vaffanculo un milione di volte. In questa società fatta di culi all'aria, sciamani, tette al vento, “gratta e vinci”, curve sud,isole dei bavosi, politici condannati e mafiosi,desidero dire la mia: Popolo Dei Ladri, arivaffanculo!Alvaro...sso Solitario.Italiano di nascita ma non di costumi;'ncazzato, ateo e comunista per scelta. Con il cuore, con la bocca e con la mente(finché regge).

16/09/2008

IPSE DIXIT (parte 2#2

Quando leggo di queste cose mi chiedo come mai,(me meschino, me tapino!) nonostante tutto, una certa classe dirigente e politica seguita ad essere presente? Come mai la classe lavoratrice non riesce ad essere più protagonista? Rispondere non solo è facile (almeno per me e senza presunzione), ma altrettanto facile  sarebbe una qualsiasi contrapposizione socio-politica soprattutto in termini filologici. Non dico nulla di nuovo se affermo che è facile, in termini dialettici, sostenere per esempio che il capitalismo non è migliore del comunismo racchiuso nel famoso “Manifesto” di K. Marx e F. Engles oppure, viceversa, citare altre fonti per giustificare il contrario e dimostrare tutta la validità del capitalismo in assoluto. Non proverò minimamente a fare ne l’una ne l’altra cosa semplicemente perché, nonostante molte persone lo abbiano fatto prima e meglio di me, nulla o pochissimo è cambiato: il “padrone” è sempre più “padrone”. Ricordiamoci sempre che per restare “padroni” è necessaria una semplice cosa: mantenere il popolo nella più grande ignoranza(non conoscenza, ovvero disinformazione), e condizionare l’acquisizione culturale sotto ogni forma. Dell’articolo al quale accennavo(tal Cortesi) aggiungo quanto segue: “I gruppi di potere ignorano concetti come solidarietà, aiuto reciproco, rispetto per gli svantaggiati, moralità: la loro cultura di classe, che si identifica perfettamente con la cultura individuale, è fondata sul successo. Chi fa lavori umili viene in fondo disprezzato dal potente, che lo considera non la vittima di un sistema sociale inumano, ma un perdente, un incapace, una scoria. La società che i potenti vogliono costruire - e stanno già costruendo - è fatta da una oligarchia di ricchissimi e potentissimi (capitalisti), cui segue una minoranza di alti borghesi (professionisti). Null'altro. La piccola borghesia - quella che non consuma abbastanza - deve rassegnarsi a confluire nel proletariato, cui vengono ridotti e depotenziati i diritti, primi dei quali quelli sul lavoro. Per l'imminente massa di poveri sono previste misure di assistenza filantropica affidata al buon cuore dei ricchi, i quali non avranno alcun dovere sociale, ma saranno esortati (forse da quella parte della chiesa cattolica che non starà a fianco degli ultimi, come predicava Cristo) ad avere un atteggiamento benevolo e caritatevole verso i derelitti che accorreranno, cenciosi, ad inchinarsi alla bontà dei padroni. La crescente povertà non allarma i potenti: un tempo, la gente assaltava i forni e impiccava ai lampioni gli affamatori; ora la progressiva militarizzazione della società, il diffondersi continuo del controllo armato e della repressione, lo sciagurato mito della tolleranza zero lasciano dormire sonni beati alla casta dei potenti. Forse stiamo vivendo nel più cupo e folle laboratorio sociale della storia umana.” Se, per esempio, fosse possibile per tutti “conoscere” alcuni aspetti sociali di sedicenti “capitani industriali” (spesso insigniti anche di onorificenze accademiche del tipo “cav. del lavoro”…altrui), è molto probabile scoprire che molti di loro non solo hanno capitali, beni materiali e mignotte nei paradisi fiscali, ma non sono nemmeno adamantini in termini religiosi come si auspica la chiesa ed in particolare il papa(quello cristiano cattolico romano). Purtroppo il vantaggio dei padroni si basa essenzialmente sulla demenza, sottocultura e stanchezza morale dei cittadini i quali, nella maggior parte dei casi, non solo non ricorda o non vuole ricordare, ma soprattutto sono attratti da eventi ludici di basso livello che non migliorano il tenore qualitativo della vita, e lascia loro la libertà di reiterare fatti e misfatti. Sono perfettamente consapevole che difficilmente saremo in grado di abbattere barriere sociali discriminanti, però dovrebbe essere nostro dovere provarci sempre e comunque. Sicuramente in questo preciso momento ci sono milioni e milioni di “pennivendoli” pronti a difendere il capitalismo, e dire che il “comunismo” ha ucciso la società, e non viceversa; sempre pronti a parlare di “prime rate” ed alchimie simili, in modo tale che il proletario non capisca l’accezione del termine ma ne subisca le conseguenze. Il dramma, nella scelta di un qualsiasi modello sociale, risiede nella mancata consapevolezza dei “parametri di base” che dovremmo rispettare ed osservare; mi spiego diversamente: se improvvisamente decidessimo di non produrre più sacchetti e bottiglie di plastica in funzione della salvaguardia del nostro pianeta, sicuramente avremmo un ambiente più salubre, ma produrremmo anche più disagio sociale in quanto le fabbriche non offrirebbero più posti di lavoro e chiuderebbero, con conseguenze drammatiche per questo tipo di economia. Il paradosso però, è che “l’eccesso di manodopera” non è valutato come errore programmatico o evento di riflessione, ma bensì come opportunità di sfruttamento della stessa in altri ambiti e a bassi costi. Insomma gli eventi critici, come al solito, sono sempre motivi di sofferenza per i lavoratori e prosperità per i datori di lavoro. Sembra inevitabile l’equazione “industrializzazione = progresso e civiltà” mentre la realtà è cosa molto diversa. In altre parole sto cercando di dire che forse questa società dovrebbe rivedere certi concetti legati allo sviluppo tout court, soprattutto senza controllo demografico ed un’evoluzione tecnologica non sempre utile all’umanità. Quotidianamente, come voi, assisto a scene paradossali: persone svuotate della dignità, lavoratori senza lavoro, famiglie smembrate dalla povertà, giovani “vecchi dentro” e totalmente alienati dalla cultura e dalla vita sociale; falsi miti sculettanti, famiglie da carosello, cosche mafiose impunite e dilaganti; politici e politicanti da cabaret, masse di morti di fame sulle quali speculano industrie mediche e belliche, genocidi e stragi di massa; monarchi e sciamani pronti a gestire l’emotività di persone semplici, oltre a fare comunella con i “potenti” della terra. Potrei aggiungere e parlare dello sfruttamento minorile sul lavoro ed in genere nel tessuto sociale corrotto ed assassino; di donne violentate e spinte sulla strada della prostituzione, del lavoro precario che impedisce un armonico sviluppo delle persone, dell’assenza di una sana politica sociale che preveda, per i meno abbienti, un adeguato sostegno sociale e morale, e del fatto che in questo preciso momento, orde di sfruttatori, magari solcano i mari a bordo di panfili lussuosi e …lussuriosi, oppure in volo su aerei privati e tanto per restare in…alto come il loro dio.

Attentati dinamitardi. Fazioni politiche sempre in guerra tra loro. Devastazione del territorio e depauperamento globale delle risorse planetarie. Paradossale e mostruoso assistere all’impossibilità per intere popolazioni di alimentarsi, quando nel contempo lo spreco alimentare, nei paesi “sviluppati”, si diffonde a dismisura. Questo ed altro sotto lo sguardo indifferente di milioni di persone, sedicenti letterati e scienziati, pronti a stringere la mano e sostenere questo tipo di sviluppo, in cambio di un premio letterario ed una qualsiasi onorificenza accademica. Dobbiamo ancora imparare ad eliminare il “culto della personalità”, e fare in modo che in primo piano ci siano sempre e solo giustizia e libertà. Senza immagini da appendere ad una parete, o seguire sull’ultimo televisore al plasma. Vorrei che le persone si rendessero conto, al di la di tutto, che i lavoratori di tutto il mondo nulla hanno da spartire con i cosiddetti “capitani d’industria”, o altrimenti detti “padroni”, spesso anche della vita! Potrei dire di essere fisicamente stanco, e lo sono, ma rinvigorisco ogni volta che m’imbatto in persone pronte al confronto dialettico e civile. In questo senso non posso fare a meno di ringraziare e fare riferimento a tutte le persone(che volutamente non nomino) incontrate nei vari Blog che gestisco, che mi permettono di alimentare la speranza di contribuire a sviluppare un mondo migliore. Il Rosso Solitario quando Alvaro non può. Italiano di nascita ma non di costumi. Con il cuore,con la bocca e con la mente(finché regge). Sic et simpliciter!  

P.S.

Aggiungo ‘ncazzato, non religioso e comunista per scelta! 1897213262.jpg

11/09/2008

IPSE DIXIT (parte 1#2

Come una “ribollita”, ogni tanto ripropongo il mio modo essere “comunista” non tanto come atto auto-reverenziale(che non servirebbe a nulla e nessuno), quanto per la speranza di vedere una società “comunista” che purtroppo, almeno come sostantivo, sono costretto a mettere sempre più tra virgolette in quanto ritenuto retorico, demagogico e “OUT” come direbbero oggi molte persone… “IN”(io sono solo IN…cazzato). Questa smania di scrivere a tutti i costi, si accentua ogni volta che i mezzi di comunicazione sociali mi offrono materiale ed argomenti relativi agli eventi sociali in senso lato. Sicuramente questo articolo(post) non sarà breve e la sua gestazione molto travagliata in quanto potrebbe essere l’ultimo(anche se qualcuno lo spera). Alla mia… tenera età di sessantanove anni vissuti intensamente, sento che la polvere del tempo sta coprendo tutto di me: corpo e mente (l’anima é stata coperta già anni addietro). Recentemente mi è capitato di leggere un articolo di G. Bocca su “L’Espresso” di settembre, ed un articolo che mi ha passato mio figlio; per dire che il primo appartiene ad un personaggio “noto”, e l’altro ad uno….sconosciuto o poco più di un “blogger”, ma entrambi accomunati e coinvolti dagli eventi attuali che tutti noi viviamo, direttamente o indirettamente, a prescindere da tutto. Dopo avere letto e confrontati entrambi gli articoli, ho avuto la netta sensazione di trovarmi nel deserto più assoluto, dove nulla può accadere o evolvere in funzione di una vita migliore. Un “buco nero” in continua evoluzione! Il contenuto dei due articoli, per la verità(almeno la mia), è che non possono essere definiti come innovativi o rivoluzionari tout court;no, assolutamente!, anzi, per la verità, esaminavano spaccati di vita “unti e consunti”; in altre parole, al di la dell’aspetto editoriale, ricalcavano concetti e teorie socio-politiche che altri, prima e meglio di loro e di me, avevano esternato perfettamente. Tutto questo preambolo per dire che nonostante tutto, nulla è cambiato e sicuramente nulla cambierà. Credo che nessuno, letterato o protagonista della vita socio-politica, abbia mai avuto la presunzione di ergersi a paladino e tenutario della soluzione in grado di lenire i disagi sociali. Alcuni ci hanno provato, ma è andata loro male! Lungi da me l’idea d’insegnare una qualsiasi cosa a chi legge quanto scrivo, sono sempre più convinto che la verità, oltre che soggettiva, è una convenzione molto dipendente dagli eventi sociali e comunque dal percorso formativo di ognuno. Tornando ai due articoli, il primo tratta sostanzialmente di dissolvenza della classe politica, in particolare della cosiddetta “sinistra” che, per definizione, dovrebbe rappresentare e tutelare la classe lavoratrice ma non la rappresenta più ed in merito scrive: (Gli operai irrilevanti)”Si sentono marginali, sanno che il progresso tecnologico e il capitale conteranno sempre di più e loro e il sindacato non ci possono fare niente, e meno che mai i partiti e gli intellettuali della sinistra”; mentre l’altro esamina ed enfatizza l’impoverimento dei cittadini in genere(PROSSIMA FERMATA: POVERTA' di Paolo Cortesi)”Il 14,6% delle famiglie italiane ha dichiarato, nel 2006, che non arriva a fine mese con il proprio stipendio (fonte: Unioncamere). Per un 4,2% di famiglie va ancora peggio, poiché non dispone di denaro sufficiente per assicurarsi il cibo. Il ministero del tesoro ha fornito dati relativi ai primi sei mesi di questo 2008 dai quali si rilevano rincari preoccupanti che colpiscono non bracciali di diamanti o profumi di marca, ma generi alimentari primari come pasta, cresciuta del 30,4% rispetto al 2007, o pane (+13,2%), latte (+11,8%), mentre benzina (+24,5%) e gasolio (+31,9%) sembrano destinati ad aumenti costanti e sostanziosi. (fonte dei dati: la Repubblica, 21.8.2008) In questa generale crisi economica, stanno diffondendosi strutture di pubblica assistenza privata, come la Caritas che, proprio in questi giorni, ha aperto a Roma un emporio che regala alimentari a chi non ha un reddito sufficiente. Se un normale cittadino domanda ad un "addetto ai lavori" (economista, politico, sociologo...) i motivi di questa situazione che volge progressivamente al peggio non avrà risposta. O meglio: otterrà una risposta "tecnica" che, farcita di parole gergali e magari di cifre, non ha alcun interesse per chi vive sulla propria pelle, tutti i giorni, il disagio e la precarietà. Buttare in faccia a chi stenta a vivere osservazioni sulla macroeconomia o sui meccanismi teorici è come gettare un manuale di nuoto a chi sta affogando”)… segue

27/05/2008

BUFOLA CINESE? NO, ITALIANA D.O.C.G.!

0081151f704dfe3aea82778822747de3.jpgAntonio Di Pietro intitola il suo articolo, che mi onoro di riproporre, dicendo che la “bufala” che il governo sta rifilando a milioni di italiani è Cinese! Mi dispiace contraddirla caro Onorevole, ma una cosa del genere è solo nostrana: i Cinesi fanno altro!

Anche se personalmente la vicenda “mutui” non  mi riguarda, non solo ho provato ad immedesimarmi nel problema, ma come cittadino e senza l’avviso di Di Pietro, ero sicuro che la fregatura stava li nascosta da qualche parte e per un semplice motivo: il “padrone” è sempre il “padrone” e non regala mai nulla!, figuriamoci le banche. Gente!, con tutto il rispetto delle vostre idee politiche, vedrete come questo governo saprà fare i soli interessi del capitalismo più bieco!, ne vedremo delle belle! Intanto eccovi  ciò che di Pietro ha scritto:

 

L'accordo Governo-Abi è una truffa. Infatti, non c'è nessuna convenienza per i 3,2 milioni di cittadini, indebitati con mutui a tasso variabile per precise responsabilità delle banche, ad aderire all'accordo. Questo Esecutivo ha aggiunto la beffa al danno decantando risparmi di 850 euro l'anno a famiglia, del tutto ingannevoli e destituiti di ogni fondamento matematico.

Sfidiamo Governo, Abi e banche a provare i risparmi promessi di 850 euro l'anno, su ognuno dei mutui contratti dal 2004 ad oggi, che al contrario saranno gravati di ulteriori interessi e di un allungamento del prestito, per un mutuo ventennale, fino a 4-5 anni a tassi vigenti. L'accordo si limita ad offrire al popolo dei mutuatari una soluzione che alcune banche già offrivano, da quando i tassi hanno cominciato ad impennarsi e che ricalca in pieno un mutuo di una primaria banca, denominato "sonni tranquilli". Mutuo diventato un vero incubo per i malcapitati sottoscrittori.
La bufala cinese del ministro Tremonti è servita solamente a far passare il falso messaggio di un cedimento delle banche, le quali non solo non restituiscono nulla ai consumatori indebitati, ma ci guadagnano due volte, sia fidelizzando il cliente che con l'allungamento della vita residua del debito, incamerando così maggiori interessi e maggiori commissioni sulle rate. Questa soluzione permette alle banche di anticipare, con un meccanismo finanziario a loro favorevole, la soluzione di un problema.

Sarebbe più corretto sostituire la convenzione Abi-Governo con una nuova norma che obblighi le banche a dar seguito, a costo zero, alla richiesta di ristrutturazione del mutuo richiesta dal cliente ed attingere dalla mancata applicazione del decreto Bersani sulla simmetria dei tassi, in vigore dal 4 luglio 2006, che ha consentito un guadagno di 5,9 miliardi di euro, istituendo un fondo per far fronte alle rate più esose.

L'Italia dei Valori invita i cittadini a non cadere nella trappola del Governo, per evitare una deriva di super-indebitamento conosciuto già negli Usa con i sub-prime, che a parole il ministro dell'Economia Tremonti afferma di combattere, salvo poi promuoverlo nella pratica, per non disturbare troppo il sistema bancario.

Il Rosso Solitario, addolorato ed incazzato più che mai!

26/05/2008

CI METTO BOCCA E...CUORE!

L’iter che permette alle dita di…volare sulla tastiera del computer è tale, che devo fare sforzi enormi per frenare l’ansia di scrivere parolacce in merito al processo mediatico, scaturito da quello giuridico, relativo al processo che ha visto coinvolta la S.ra Franzoni e la morte del piccolo Samuele(suo figlio). Lungi da me l’idea di ergermi a giudice,ammesso di averne le capacità professionali, cercherò di esternare le mie “impressioni” in quanto cittadino che vive la quotidianità con tutti i pro ed i contro. Se penso a quanti, uomini e donne, che si trovano nelle patrie galere ed alienati dalla gestione famigliare, provo un senso di sconforto ogni volta che provo(senza la certezza di riuscirci) ad immaginare il loro stato d’animo in considerazione del fatto che, appunto come la Franzoni, non possono gestire i figli come vorrebbero. Le donne, ovviamente, sono le più penalizzate perché l’immaginario collettivo(e non solo), le vede soprattutto mamme le quali, abitualmente, sono per varie ragioni impegnate e preposte alla gestione dei figli. Nella vicenda di Cogne, non mi sono mai schierato come “innocentista” o “colpevolista” (anche se emotivamente propendo per quest’ultima ipotesi); ho sempre cercato di rispettare e difendere le sentenze che i giudici emettono, a prescindere dal personaggio. Ciò significa che, in tutti i casi, non sono propenso a concedere sconti di pena a chiunque si sia macchiato di delitti efferati. Se è vero che la giurisprudenza prevede giustamente la ricerca del corpo del reato, di quello della vittima e delle prove, prima della sentenza, in questo caso è stato possibile solo accertare il corpo della vittima e niente altro. Su queste basi tutti gli avvocati difensori hanno trovato spazi “legali” per difendere l’accusata. A prescindere dai vari gradi di giudizio e dalle cose “dette” da entrambi le parti e non solo, una cosa è certa: se ipotizzo l’esistenza di un “assassino/a” in grado di uccidere un bambino in quelle condizioni, qualcuno dovrebbe spiegarmi come sarebbe materialmente possibile, in quel lasso di tempo(se ben ricordo 5’ minuti primi), entrare in casa, cambiarsi d’abito ed indossare un pigiama, prendere un oggetto contundente e colpire un bambino; quindi indossare nuovamente i propri abiti, far sparire il corpo del reato, lavarsi dalle macchie di sangue, ed uscire di casa. E’ vero che lo “spirito santo” è riuscito ad ingravidare una donna senza materialmente possederla, ma questa è un’altra storia! Se poi fa comodo a qualcuno, concedere una “grazia” in funzione dei figli oltre quello morto, allora dovremmo concederla anche ad altri e chiedere scusa a quanti hanno scontato queste ed altre pene ed oltretutto non sono più in vita!

Rosso Solitario, ‘n sacco ‘ncasinato ed emotivamente provato!

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